AFFITTO STANZE

I nostri servizi per i locatori

Gestiamo ogni fase dell’affitto a stanze, trasformando la tua proprietà in una rendita costante e senza pensieri. 

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Valorizza la tua proprietà riducendo i tempi di sfitto. Selezioniamo solo conduttori solvibili e puntuali per garantire la tua serenità e il rendimento della locazione. 

Valutiamo il tuo immobile per stabilire un canone in linea col mercato, attirando da subito inquilini referenziati.

Realizziamo campagne di marketing studiate su misura per raggiungere rapidamente i giusti inquilini.

Ci assicuriamo di filtrare i potenziali inquilini per capacità economica e reali esigenze, evitando perdite di tempo. 

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Curiamo ogni dettaglio del tuo accordo

Un contratto per stanze chiaro e preciso ti protegge da rischi legali e spiacevoli discussioni. Ci occupiamo noi della stesura in tempi rapidi, definendo ogni dettaglio per tutelare al 100% il proprietario e garantire la serenità di tutti.

Definire regole precise in un contratto d’affitto per stanze aiuta a prevenire liti tra coinquilini, evitare azioni legali per violazione del regolamento di condominio e tutelare il locatore da responsabilità civili e danni materiali. 

Affitto a stanze, pro e contro

I vantaggi per il locatore

Sei indeciso se affittare a stanze o l’intero appartamento? Analizzeremo insieme i pro e i contro di entrambe le soluzioni per individuare la strategia più in linea con i tuoi obiettivi.

LE OPINIONI dei clienti

Cosa ne pensa chi ci ha scelto

L’entusiasmo e la fiducia dei clienti sono la nostra migliore garanzia. Leggi le loro recensioni.

Federico Circio
Esperienza positiva nell’affitto di una stanza! Disponibilità, cortesia, trasparenza, il tutto condito da grande professionalità!! Ho avuto contatti soprattutto con Alessandro che si è dimostrato anche amichevole ad ogni occasione ma immagino che siano tutti così e che questo sia il loro modus operandi! Bella scoperta!
Rossella Cortellesi
Velocissimi ed efficienti. Agenzia che trova sempre inquilini validi e regolari con canoni di locazione. Bravissimo Alessandro!

FAQ AFFITTO a stanze

I punti chiave per il proprietario

Vuoi approfondire come funziona la locazione a stanze? Esplora gli obblighi, i costi e le responsabilità a carico del proprietario e scopri come possiamo supportarti.

Un contratto di locazione a stanze (o contratto di locazione parziale) consente di affittare una o più camere all’interno di un immobile, garantendo all’inquilino l’uso esclusivo della stanza e la condivisione di spazi comuni (cucina, bagno, soggiorno) con altri coinquilini o con il proprietario. Esistono due tipologie principali di contratto, che differiscono per il grado di responsabilità condivisa tra gli inquilini verso il proprietario dell’immobile.

  • Contratto cointestato (o unico con più conduttori): un unico documento viene firmato da tutti gli inquilini che si impegnano a occupare l’immobile.
    • Responsabilità in solido: tutti i cointestatari sono responsabili per l’intero importo dell’affitto. Se un inquilino non paga la sua quota, il proprietario può richiedere l’intero importo a uno qualsiasi degli altri firmatari.
    • Recesso parziale: ciascun cointestatario può recedere dal contratto individualmente (rispettando il preavviso), senza che questo comporti la chiusura del contratto per gli altri.
    • Subentro: se un inquilino esce, è possibile sostituirlo inserendo una nuova persona tramite un accordo di subentro.
  • Contratti unici separati (locazione parziale): il locatore firma contratti di locazione distinti con ciascun inquilino per l’affitto di singole stanze all’interno dello stesso appartamento.
    • Responsabilità individuale: ciascun inquilino è responsabile esclusivamente per la propria stanza e per la quota di canone pattuita nel suo contratto.
    • Gestione autonoma: i singoli rapporti sono completamente svincolati l’uno dall’altro. L’inadempienza o l’uscita di un inquilino non influiscono sugli accordi degli altri.
Per l’affitto di una singola stanza, è possibile utilizzare i contratti di locazione ad uso abitativo standard adattati alla locazione parziale:
  • Canone libero (4+4) o canone concordato (3+2): adatti per esigenze abitative di qualsiasi tipo purché stabili e durature.
  • Transitorio (fino a 18 mesi): adatto per esigenze temporanee specifiche documentabili (es. lavoro, ristrutturazione) del locatore o del conduttore.
  • Per studenti (da 6 a 30 mesi): adatti a studenti iscritti a un corso universitario in un Comune diverso da quello di residenza.

L’incarico di affitto a stanze è un accordo di mediazione con cui deleghi l’agenzia a trovare degli inquilini per il tuo immobile. L’agenzia gestisce l’intero processo: valuta il canone di locazione corretto, fa pubblicità sui portali immobiliari, seleziona i potenziali inquilini verificando buste paga e referenze, gestisce le visite all’immobile, fino alla redazione e registrazione del contratto. 

  • Tipologia:
    • In esclusiva: ti impegni a non affittare stanze privatamente e a non affidare l’incarico ad altre agenzie.
    • Senza esclusiva: puoi cercare autonomamente gli inquilini o incaricare altre agenzie, pagando la provvigione solo a chi finalizzerà l’affitto.
  • Durata: la durata del mandato è solitamente compresa tra 6 e 12 mesi
  • Provvigione: è il compenso per il ruolo di mediazione, dovuto all’agenzia solo a conclusione dell’affare (firma del contratto di locazione) sia dal proprietario che dagli inquilini. Generalmente ammonta a 1-2 mensilità del canone, oppure a una percentuale variabile tra il 10%e il 15% del canone annuo (più IVA).

Per il proprietario, i costi dell’agenzia per l’affitto a stanze ammontano solitamente a 1 mensilità del canone pattuito per singola stanza, oppure al 10%-15% del canone annuo, più IVA al 22%. Se i contratti sono multipli, i costi si moltiplicano per ogni stanza locata.

  • Costo per singola stanza: 1 mensilità del canone della stanza (es. se la stanza costa 500 €/mese, pagherai 500 € + IVA a stanza).
  • Costo complessivo: se l’appartamento ha 3 stanze, pagherai la provvigione per tutte e 3 le locazioni concluse.

Le tasse su canoni percepiti dall’affitto a stanze variano a seconda del regime fiscale scelto.

  • Cedolare secca (imposta sostitutiva): si paga un’imposta fissa sul canone percepito, che sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo. L’aliquota varia in base al tipo di contratto:
    • aliquota al 21% per contratti a canone libero (4+4).
    • aliquota al 10% per contratti a canone concordato (3+2, studenti o transitorio).
  • Tassazione ordinaria IRPEF: i canoni si sommano agli altri redditi e sono tassati con le aliquote IRPEF a scaglioni (23% – 43%). L’imponibile è calcolato sul 95% del canone annuo per i contratti a canone libero e sul 65% del canone annuo per i contratti a canone concordato (sconto del 30% sulla base imponibile). Si pagano inoltre:
    • imposta di registro: pari al 2% del canone annuo (minimo 67 euro), divisa a metà tra locatore e conduttore.
    • imposta di bollo: 16 euro ogni 4 facciate di contratto (e comunque ogni 100 righe) più le marche da bollo sulle ricevute (2 euro per importi superiori a 77,47 euro).
Nell’affitto a stanze, la TARI (Tassa sui Rifiuti) è a carico di chiunque occupi materialmente i locali e viene suddivisa o intestata agli inquilini in base al tipo di contratto:
  • Contratti unici (posti letto/singole stanze): la prassi più comune è che il proprietario mantenga l’utenza TARI intestata a proprio nome, ripartendo poi la spesa tra i vari inquilini come “spese accessorie”.
  • Contratto unico cointestato: la TARI è intestata a un solo referente per il Comune. Tutti i cointestatari sono però responsabili in solido per l’intero importo: ciò significa che se l’intestatario ufficiale non paga, il Comune può esigere l’intera somma da qualsiasi altro coinquilino.

La gestione dell’IMU (Imposta Municipale Propria) dipende dal fatto che il proprietario mantenga o meno la residenza e la dimora abituale nell’immobile.

  • Il proprietario mantiene la residenza: se il proprietario continua a vivere stabilmente nell’appartamento e affitta solo una o più stanze a terzi (studenti, lavoratori, ecc.), l’IMU non è dovuta.
  • Il proprietario trasferisce la residenza altrove: se il proprietario sposta la residenza in un altro immobile e affitta tutte le stanze (o l’intera casa), l’IMU è sempre dovuta dal proprietario.
La cauzione (o deposito cauzionale) negli affitti a stanze è una somma versata a garanzia di eventuali danni all’immobile o morosità, pari solitamente a 1-3 mensilità del canone della stanza. Il suo percorso varia a seconda della fase contrattuale:
  • Alla firma: viene versata direttamente al locatore tramite bonifico o assegno.
  • Durante la locazione: il proprietario detiene la somma a garanzia di eventuali danni o mancati pagamenti. Per legge, la cauzione matura interessi legali a favore dell’inquilino che devono essere corrisposti alla fine del contratto.
  • A fine locazione: il proprietario è tenuto a restituire l’intera cifra, maggiorata degli interessi legali, a patto che non sussistano morosità o danni accertati all’immobile. Il proprietario non può trattenere la cauzione per la normale usura (es. pareti sporche, usura naturale dei mobili).
  • Contestazioni: in caso di danni contestati, il proprietario non può trattenere la cauzione stabilendo in autonomia l’entità del danno; serve un accordo o, in mancanza di questo, l’avvio di una causa legale.
Se un inquilino non paga la stanza in affitto, il proprietario avvia una procedura legale di sfratto per morosità e un decreto ingiuntivo per recuperare gli arretrati. Le tutele e le conseguenze cambiano in base al tipo di contratto firmato.
  • Contratto unico (o cointestato): tutti gli inquilini firmano un unico contratto per l’intero appartamento e sono garanti l’uno dell’altro. Se uno non paga, il proprietario può richiedere l’intero importo dell’affitto a qualsiasi altro coinquilino. Lo sfratto coinvolge l’intero immobile e tutti gli occupanti.
  • Contratti separati per singola stanza: se il proprietario ha stipulato un contratto di locazione distinto per ciascuna stanza, l’inquilino moroso è l’unico responsabile della sua quota e coinquilini non sono tenuti a coprire il suo debito. La procedura di sfratto viene avviata esclusivamente nei confronti del titolare della stanza non pagata.

No, l’agenzia non garantisce personalmente il pagamento dell’affitto da parte degli inquilini. Il suo ruolo è solo di intermediazione: si occupa di trovare l’inquilino, verificare le referenze di base e mettere in contatto le parti. Una volta firmato il contratto, se l’inquilino non paga, la responsabilità è del proprietario. Per tutelarti, puoi chiedere all’agenzia di valutare polizze assicurative (es. formula affitto sicuro).

Negli affitti a stanze, gli spazi comuni (cucina, soggiorno, bagno, corridoi) vengono condivisi tra gli inquilini. La gestione di queste aree prevede in regole e tutele precise:
  • Contratto e suddivisione: il contratto di locazione per singola stanza specifica l’uso esclusivo della camera e l’uso condiviso dei locali comuni. Le spese condominiali e le utenze delle parti comuni vengono solitamente ripartite tra gli inquilini in base a quote millesimali o accordi forfettari.
  • Manutenzione e pulizia: la cura delle aree condivise spetta agli inquilini. È prassi inserire un regolamento interno nel contratto, o firmare un patto di convivenza, per stabilire i turni di pulizia e il rispetto degli spazi.
  • Ospiti e limitazioni: gli inquilini possono ospitare persone, purché ciò non configuri una sublocazione non autorizzata e non comporti un abuso degli spazi comuni (es. occupazione prolungata del divano letto o disagi agli altri).
  • Danni e responsabilità: in caso di danni negli spazi comuni, se il responsabile non viene identificato, la spesa di riparazione viene spesso divisa equamente tra tutti gli inquilini. Per tutelare il proprietario da eventuali danni negli spazi comuni, è prassi comune dell’agenzia richiedere agli inquilini il deposito cauzionale (solitamente pari a 2 o 3 mensilità). Inoltre, è consigliabile imporre nel regolamento di locazione una polizza assicurativa per danni accidentali.

In un affitto a stanze, il proprietario e gli inquilini hanno precisi doveri riguardo al pagamento delle spese condominiali.

  • L’inquilino paga le spese ordinarie in proporzione ai propri consumi e agli spazi occupati.
    • Servizi di pulizia, luce e consumo di acqua.
    • Manutenzione ordinaria dell’ascensore e del giardino.
    • Spese di riscaldamento (spesso ripartite in quota fissa e a consumo effettivo).

    Se alcune stanze restano vuote, le quote fisse di competenza di quelle camere non possono essere scaricate sugli altri affittuari ma sono a carico del proprietario.

  • Il proprietario paga le spese straordinarie che riguardano la conservazione e la struttura dell’edificio.
    • Rifacimento delle facciate o del tetto.
    • Adeguamento dell’impianto a norma.
    • Sostituzione straordinaria dell’ascensore o della caldaia centralizzata.

Nei confronti dell’amministratore e del condominio, il responsabile del pagamento resta sempre il proprietario. Se l’inquilino non paga le quote dovute, il condominio si rivarrà legalmente sul locatore. 

Nella locazione a stanze, le utenze sono sempre a carico degli inquilini. Esistono tre modalità principali di pagamento:

  • Utenze incluse (forfait): l’importo delle bollette è compreso nel canone mensile. Il proprietario mantiene intestate le utenze e divide la spesa stimata tra le stanze.
  • Utenze a consumo (rimborso): le utenze restano intestate al proprietario o a uno degli inquilini. Le bollette vengono poi divise periodicamente tra gli occupanti in base ai consumi effettivi o al numero di persone.
  • Utenze a voltura: le utenze vengono intestate direttamente agli inquilini, che provvederanno a dividersele in autonomia.

Per una gestione ottimale, l’agenzia inserisce clausole precise che ripartiscono i costi tra gli inquilini in base al numero di occupanti o tramite contatori a defalco.

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Maria Angileri

Responsabile locazioni

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